GAVS Torino

Gruppo Amici Velivoli Storici

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RESTAURO DELL'AVIA FL.3 I-BIOU



I primi contatti con i Centri di Attività Sociali Fiat per l'organizzazione di una conferenza dedicata al GAVS erano iniziati nella primavera 1988, sull'onda dell'Operazione SVA. Una serie di contrattempi ritardava l'iniziativa che, frattanto, assumeva la fisionomia di una vera e propria mostra.
Ci si era infatti accorti che l'Avia FL.3, zitto zitto, aveva superato in volo il traguardo dei cinquant'anni. Non poteva esserci occasione migliore per presentare scopi e attività del nostro Gruppo che abbinandoli a questo storicissimo evento aeronautico. Da qui a prevedere l'esposizione di un vero FL.3 il passo era stato breve. L'unico problema era la mancanza del velivolo stesso...
Solito giro di telefonate e si concretizzava la consegna al GAVS dell'I-OROP dell'Aero Club di Vercelli, destinato in futuro a diventare il monumento a ricordo di Francis Lombardi. Le precarie condizioni del velivolo consigliavano però di posticipare il suo restauro a tempi migliori e l'I-OROP veniva così posteggiato nel garage di un socio.
Giungeva però in soccorso la proposta del Consiglio Direttivo GAVS di affidare alla Sezione Torino l'FL.3 I-BIOU, recuperato ad Arezzo in condizioni ideali per un ripristino a breve termine. L'associazione si impegnava anche finanziariamente per il trasporto del velivolo a Torino. Tuttavia, a meno di un mese dalla data di inaugurazione, era venuta a mancare la prevista sponsorizzazione e si aggiungevano problemi logistici e burocratici.
Finalmente, il 7 gennaio 1989 un camioncino lasciava Torino per andare a ritirare il velivolo. Per fortuna, nei giorni precedenti l'Aeritalia aveva deciso di intervenire a supporto dell'iniziativa mettendo a disposizione, tra l'altro, le infrastrutture necessarie per preparare il velivolo.
Il 9 gennaio, il vecchio I-BIOU faceva il suo trionfale ingresso negli stabilimenti Aeritalia di Caselle, tra lo stupore delle maestranze, abituate a ben altri tipi di aerei. Nei dieci giorni successivi, i soci del GAVS, dopo aver rimontato l'aereo, potevano agevolmente restaurarlo, contando anche sulla costante collaborazione del personale dell'azienda. L'aeroplano è stato completamente ripulito e tutti i danni del rivestimento sono stati accuratamente riparati.
Il 19-20 gennaio I-BIOU si trasferiva al reparto verniciatura dove, basandosi sulla fotografia del Certificato d'Immatricolazione, esso era riportato ai colori originali del 1948.
Il 24 gennaio il velivolo veniva nuovamente disassemblato nelle sue componenti principali, operazione sempre più familiare, ed il giorno successivo raggiungeva i locali espositivi. La sala destinata all'FL.3 misurava 11 x 12 m e la porta d'ingresso era larga 140 cm: lasciamo immaginare ai lettori la sorpresa dei responsabili dell'ente ospitante, e successivamente dei visitatori, nel trovarsi di fronte un aereo vero in un locale così angusto. Due giorni sono stati sufficienti per allestire la mostra. Dal GAVS Alessandria giungevano un motore CNA D-4 e la telebomba Crocco-Guidoni, nella sua prima uscita ufficiale dopo il restauro effettuato per conto del Vittoriale.
Altri piccoli gruppi di soci, usufruendo della nuova sede del GAVS Torino, provvedevano intanto agli ultimi interventi sui componenti minori del velivolo, ultimavano gli oltre quaranta tabelloni illustrativi e terminavano la lavorazione del cortometraggio video, poi presentato nel corso dell'esposizione.
Non sappiamo ancora bene come, ma la sera del 27 gennaio tutto era pronto e già cominciavano ad affluire i primi invitati all'inaugurazione della mostra "Un piccolo grande aereo: I cinquanta anni dell'FL.3".
A parte il contributo essenziale dell'Aeritalia, decine di Enti, Ditte e privati hanno collaborato con il GAVS Torino per la realizzazione dell'iniziativa nel suo complesso. Le precedenti attività del GAVS in Piemonte hanno permesso al Gruppo di acquisire una notevole credibilità a livello locale e la mostra ha dimostrato definitivamente le potenzialità interattive tra gli ambienti aeronautici istituzionali e un sodalizio che, come il nostro, svolga una funzione essenziale di "pungolo culturale".

Luciano Bertolo
(estratto da Ali Antiche nº 12/gennaio-marzo1989)

Mostra "Un piccolo grande aereo"



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